Quando il femminismo diventa peggio del maschilismo.

INFORMAZIONI E FATTI

Recentemente ha fatto molto parlare la denuncia del deputato Alessandro Fusacchia che ha duramente criticato due frasi infelici contenute nel libro di scuola “Datti una regola“. Come scrive sui social il deputato:

“[…]Bisogna concludere le frasi capendo quale sia la seconda parte corretta. Il prosieguo giusto; quello naturale, secondo loro.
«Sono uscito senza ombrello…» finisce con «…cosicché mi sono bagnato». Cosicché non lo usa più nessuno ma diciamo che va bene, ci sta.
«Lucia è troppo grassa…» finisce con «…per indossare una minigonna». Naturale, no? E non è ancora niente.
Poco sotto si legge: «Rossella è così bella da sembrare un angelo, mentre sua sorella è talmente brutta che nessun ragazzo la degna di uno sguardo».
Mio commento: ma vaffanculo.
Questa è roba da far venire voglia anche al più incallito liberale di invocare la censura.[…]”

La frasi sono state incriminate di sessismo e la vicenda si è colorata di vivaci dibattiti perché il testo era dedicato a un pubblico ancora infantile. Fusacchia da anni è sensibile a questi temi e ora sta lavorando a una proposta di legge contro gli stereotipi contenuti nei libri scolastici.

Alle sue critiche si sono uniti molti giornalisti, scrittori e docenti che hanno concordato.

OPINIONI

Non si può nascondere che le due frasi siano infelici e sicuramente non adatte ad un libro destinato a bambini; per questo motivo, come comunica l’editore, verranno modificate. Tuttavia le frasi in questione erano due esercizi dove l’aspetto che più doveva saltare all’occhio era la parte grammaticale, e non l’aspetto semantico. Pare esagerato che nel 2020 una edizione che dal 2014 continua a ristampare libri di successo debba essere svalutata e messa in discussione per l’utilizzo di due frasi che se declinate al maschile nessuno molto probabilmente avrebbe notato. Per esempio se nel testo ci fosse stato scritto “Lucio è troppo grosso…per indossare la tuta da sub” oppure “Giuseppe è più forte di Lorenzo e tutte le ragazze lo guardano perché ha i muscoli” nessuno si sarebbe scandalizzato né sarebbe nata una questione di principio.

Partiamo con il concetto erroneo che una frase come “Lucia è troppo grassa per indossare una minigonna” sia una mostruosità indelebile che si imprimerà per sempre nelle menti dei nostri bambini. Ma non è così perché la libertà di pensiero non si forma impedendo o censurando ogni diversità di genere e cancellando qualsiasi stereotipo presente nella società. Questa è una frase che a seconda del contesto potrebbe avere più significati come: Lucia ha una taglia 42 e quella gonna taglia 38 non se la può mettere, oppure che Lucia semplicemente con quella gonna sta male. Inoltre cosa intendiamo per grasso? grasso potrebbe essere una taglia 48 per una persona, e una 58 per un’altra, non abbiamo gli stessi canoni. Una frase così isolata non influisce sullo sviluppo degli stereotipi di un bambino, primo perché è incentrata sulla grammatica, secondo perché spesso queste esercitazioni tendono ad essere ricordate più facilmente proprio per la loro vivacità e perché permettono all’insegnante di fare qualche commento. La vera differenza in classe la fa sempre il docente.

Negare di avere dei concetti di bellezza e degli stereotipi è negare tutta la nostra letteratura, che fin dal XIII secolo ci inculca l’ideale della bellezza femminile bionda e dal viso angelico. Ma non per questo i testi di questi poeti vengono cancellati o tacciati di sessismo.

Con femminismo si intende la lotta di quelle donne che mirano ad ottenere parità civili, economiche, sociali ecc. rispetto all’uomo che nei secoli è stato invece spesso visto come usurpatore. Tuttavia negli ultimi tempi questi movimenti che si professano “femministi” tendono ad eccedere nella conquista dei diritti e ad esagerare anche dove le diversità di genere non sussistono. E questo è uno di quei casi, perché le frasi sebbene infelici non sconfessano una intera edizione e soprattutto sono frasi che avrebbero potuto facilmente essere declinate anche al maschile.

Col termine maschilismo invece si considerano sempre gli aspetti negativi, come l’imposizione della superiorità maschile sulla donna. Il maschilismo è visto come un atto di forza mentre il femminismo come legittimo ed eroico.

Occorre specificare però che non è sempre così. Le donne hanno ancora da lavorare per i propri diritti ma non in questo senso. Questi rappresentano estremi, puntigliosità nell’arroccarsi a giudicare frasi grammaticali contenute in un volume di centinaia di altre tante frasi ben fatte. Significa puntare il dito su dei difetti e in base a questi dare un giudizio a tutta l’opera.

Questo tipo di femminismo è peggio che inutile se non addirittura dannoso. Soffermarsi su frasi che hanno più scopo ludico e grammaticale piuttosto che un reale intento morale significa inquinare le battaglie che ci sono da compiere in Italia; e ne abbiamo tante. Parlo delle vere battaglie, come quella di avere diritto al livellamento degli stipendi, contrastare i dannosi canoni imposti dall’alta moda e ad avere diritto alle pari opportunità.

Di fronte a questi reali problemi queste minuzie diventano quisquilie che riducono il movimento femminile ad una oziosa discussione da solotto borghese.

FONTI

HUFFPOST

Taggato con: