Gli italiani non perdonano la conversione all’islam di Silvia Romano

INFORMAZIONI E FATTI

Silvia Romano è atterrata ieri alle 14 a Ciampino e da subito si sono susseguite le notizie delle dichiarazioni da lei rilasciate. La ragazza ha spiazzato tutti gli italiani arrivando sorridente e vestita con abiti tradizionali che nemmeno dopo, quando è giunta alla procura dai pm per essere interrogata, ha voluto cambiarsi. Dalle notizie trapelate si è venuti a conoscenza anche della sua conversione all’Islam. A molti Silvia ha pure dato l’impressione di essere incinta per la sua continua insistenza nel toccarsi la pancia, ma la ragazza al momento smentisce di essersi sposata. Questa apparente serenità è stata giustificata e classificata da molti come “Sindrome di stoccolma” cioè quella particolare condizione psicologia che si verifica quando una vittima per reagire a una violenza subita sviluppa dei sentimenti di alleanza e comprensione verso il suo carnefice, finendo per assumere il suo punto di vista. A scatenarsi sui social contro la ragazza sono in particolar modo i sovranisti che oltre a insistere per venire a conoscenza della cifra del suo riscatto (il consigliere provinciale della Lega Alessandro Rosson ha parlato di 4 milioni) non perdonano a Silvia la sua conversione.

OPINIONI

Ci aspettavamo tutti l’arrivo di una Silvia diversa, pensavamo che sarebbe arrivata una ragazza disperata, che si presentasse colma di riconoscenza e fosse felicissima per la sua liberazione, perché aveva appena finito di sopportare il suo calvario dopo mesi e mesi di prigionia. Invece la serenità di Silvia ha urtato la popolazione italiana perché fino a due giorni fa eravamo convinti che fosse morta oppure in mano a chissà quali terribili aguzzini. Se già la sua serenità sembrava anomala, la sua conversione all’Islam è stata per molte persone imperdonabile, un errore fatale che la marchia agli occhi di molti. Silvia sarebbe stata accolta a braccia aperte se la sua conversione fosse stata forzata, ma invece no, la sua libera scelta ha offeso l’orgoglio identitario dei più orgogliosi nazionalisti. In particolare pesa su di lei il riscatto pagato dallo stato per la sua liberazione, una cifra non indifferente: ci si chiede a questo punto se Silvia Romano era davvero progioniera o era consenziente.

Tra le molte critiche c’è stato anche chi ha riconosciuto in questa solare e forte ragazza una estrema sensibilità, una capacità fuori dal comune di comprendere una cultura diversa dalla sua, fino a cominciare a mettere in discussione la propria.

Silvia è al centro delle polemiche perché la sua figura rappresenta un punto di raccordo tra due società estremamente diverse e ci da una grande lezione: non è necessario schierarsi a favore della cultura islamica oppure quella occidentale, il solo tentare di capire e integrarsi con entrambe è già un primo passo verso un mondo migliore.

FONTI:

AGI

REPUBBLICA

LIBERO

IL MESSAGGERO

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