Due visioni a confronto, Bellanova contro Crimi

INFORMAZIONI E FATTI

Nel già infuocato clima che imperversa sul governo riguardo la gestione dell’emergenza coronavirus, la ministra Bellanova ha rialzato le fiamme delle polemiche affrontando la spinosa questione dei lavoratori stranieri irregolari in Italia. Sui social scrive:- “A tutti, italiani e stranieri, deve essere garantito lavoro legale e retribuito. Anche perché se queste persone saranno costrette a rimanere nei ghetti, irregolari e invisibili, sarà un rischio enorme per la loro salute e per quella dei cittadini italiani”.

In gioco si trova un numero consistente di 600.000 lavoratori che lavorano in nero nel nostro paese. Queste persone a causa di una burocrazia inefficiente nella gestione dei permessi di soggiorno non sono attualmente in regola: le categorie incriminate sono in particolare quelli impiegati nella raccolta ortofrutticola. La sua proposta di regolarizzazione, che comunque sarebbe temporanea e varrebbe per sei mesi con possibile rinnovo, ha il pieno appoggio di Italia Viva. Ma la sua volontà si scontra con Vito Crimi, capo politico del Movimento 5 stelle.

Crimi dal canto suo replica alle proposte della ministra delle politiche agricole con le seguenti affermazioni a 24 mattino su Radio 24:”Massima disponibilità all’emersione del lavoro nero ma non accetto che vengano dati permessi di soggiorno temporaneo”.

Per questo motivo questa mattina Bellanova ha comunicato di voler incontrare il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’economia Roberto Gualtieri: il rifiuto o meno di questa proposta sarà motivo per lei di permanenza o meno nel governo.

Per Bellanova si tratta di una questione di principio:- “Significa decidere da che parte stare: se con la legalità e la tutela del lavoro, in agricoltura e dovunque, o con i caporali, la criminalità, la concorrenza sleale che danneggia le migliaia di aziende che scelgono la competitività sana e difendono ogni giorno il valore della responsabilità sociale dell’impresa”.

OPINIONI

L’ipotesi di concedere un permesso di soggiorno temporaneo di sei mesi agli stranieri e la possibilità di regolarizzare le aziende e famiglie coinvolte è ora in fase di esame. Sicuramente questi provvedimenti mirerebbero a regolarizzare una condizione insostenibile di sfruttamento che era conosciuta da tempo ma che si preferiva ignorare. Ora le difficoltà economiche fanno uscire allo scoperto tutte quelle aziende che prima preferivano nascondere quello che di fatto succedeva. Attualmente le destre si oppongono a queste regolarizzazioni, ritenendo che se prima queste attività erano illegali, ora non devono essere regolarizzate a causa dell’emergenza. Da precisare però che questa non è solo una questione che riguarda gli stranieri perché sono coinvolti anche italiani.

D’altro canto però è da considerare che una regolarizzazione immediata permetterebbe ora di fare emergere attività cruciali dell’agricoltura italiana esistenti sotto forma di caporalato, che prima deliberatamente sfuggivano al cuneo fiscale. Inoltre sarebbe un atto dovuto di umanità riconoscere almeno temporaneamente alla manodopera coinvolta una dignità di lavoratore di cui non ha mai goduto.

FONTI:

OPEN

ILSOLE24ORE