Lettera di un laureato, area umanistica, anno domini 2020, per gli studenti, ancora per poco, ingenui

Cari studenti, genitori che state valutando la possibilità di iscrivere vostro figlio ad una laurea umanistica, curiosi, iscritti a materie scientifiche frustrati perché avete scelto la scienza anziché la vostra passione, miei 25 lettori, ora voglio dirvi qualcosa che molto probabilmente non vi piacerà.

Quindi se non volete ascoltare qualcosa che vi rattristerà o vi lascerà perplessi abbandonate pure l’articolo, ma altrimenti, restate con me e ascoltate la realtà brutale e tristemente vera di un laureato che è arrivato alla meta a cui ancora voi ambite.

La laurea è un ciclo che nel migliore delle ipotesi ti richiederà tra i 3 e 5 anni di sacrifici e impegni della tua vita, anni preziosissimi che non torneranno mai più, dedicata a libri che non dialogano se non unilateralmente e con professori che molto spesso saranno snob ed elitari: raramente incontrerai qualcuno di loro che manifesta segni di sincera empatia. Ma la notizia peggiore è che mentre studi e speri di terminare il tuo calvario da studente, non sai che la vera gogna inizierà appena dopo la tanta desiderata laurea.

E questo non perché sei un povero “sfigato” che ha scelto una materia umanistica, ma perché sei nato nel paese sbagliato.

Quando uscirai devi sapere che nessuno avrà pensato a te e nessuno avrà in serbo il posto immaginario che tu sogni.

Perché finché si studia si finge che ci sarà lavoro, che qualcuno ti assumerà, che comunque le cose andranno bene; ma voglio evitarti di stare male, perché il fallito non sarai tu, ma il sistema. La verità è che ti troverai in un ambiente di egoisti che avranno pensato a riservare i posti a chi volevano loro, e tu povero ingenuo e ultimo degli ultimi, ti troverai a dover accettare contratti da fame con la speranza sempre di poterti inserire un domani in qualcosa di meglio.

Il dettaglio che non sai è che quel meglio, alle condizioni attuali non arriverà mai, perché ci sarà sempre uno più disperato di te pronto ad accettare il tuo posticino sottopagato, con le tue stesse speranze, e ci sarà sempre il bel posto riservato a qualcuno, ma non a te.

La bella notizia è però che superata la laurea niente sarà come te lo immaginavi, ma dovrai essere tu l’artefice del tuo destino e capace di prendere in mano la tua vita e dargli un orientamento. Capirai solo allora quanto profondamente ingiuste e tristi siano tutte quelle persone che già prima di aver in mano un titolo di studio sanno già dove andranno a parare e inizierai ad odiarle, per avere una fortuna immeritata che tu non hai.

Comincerai anche a capire che se hai soldi potrai accedere in certi ambienti, se non li hai resterai sempre indietro. Solo allora ti ricorderai di quelle persone che ti fermavano all’ingresso e ti chiedevano di protestare contro il sistema, ma tu non ti sei mai fermato, non avevi tempo e ti sembravano troppo “settari”. I loro movimenti resteranno sempre inutili, e non perché “dopotutto qualche idea di fondo giusta sul marxismo e sull’uguaglianza c’è, ma se è fallita in Urss un motivo ci sarà”, la verità è che questi moti falliranno perché è mancata la tua partecipazione, come quella di molti altri studenti e dunque non si è mai creato un gruppo democratico che vi tutelasse. Il vostro disinteresse per quello che credevate una bravata, o cosa per pochi “invasati”, vi ha impedito di unirvi e farvi ascoltare per creare qualche diritto per il vostro stesso futuro.

E anche dopo queste parole continuerete a fare quello che avete sempre fatto, perché le proteste si fanno in piazza, a scuola, in università, ma noi invece siamo cresciuti sugli smartphone e i nostri diritti ce li schiacciano facendoci saltare la connessione.

Ecco perché l’incapacità di capire il sistema, fin dagli anni in cui studiavate ve la porterete poi sempre dietro, perché se avete taciuto fin da allora significa che la trappola in cui vi hanno messo tutto sommato vi va bene. Vi promettono il lavoro dopo tanti anni di sacrifici, ebbene vi rifileranno il più “straccioso” dei contratti perché prima c’è tutta la platea dei raccomandati da sfamare.

Vi invito a pensare che la differenza la fate voi, ma non se continuerete a stare ognuno nel suo piccolo orticello. Siamo un gruppo e nonostante tutto siamo orgogliosi di aver studiato quello che abbiamo scelto, non ci sono soldi o tempo che valga quanto questa esperienza. Ricordatevi però che Socrate fu accusato di corruzione, Dante era un esiliato, Galileo un eretico: i diritti non sono stati conquistati da persone passive!