Perché sei donna allora potrai essere giudicata

Un infelice servizio mandato in onda da Striscia la notizia il 24 aprile ha scatenato una lunga serie di polemiche intorno alla figura della giornalista Giovanna Botteri. Il tg satirico ha infatti ironizzato sull’aspetto fisico della nota giornalista in particolare soffermandosi sul suo abbigliamento, il trucco e i capelli non ordinati. In particolare alla rete non è passato inosservato che a ironizzare sul suo aspetto fosse proprio Michelle Hunziker da anni nota per aver intrapreso una campagna di difesa verso le donne attraverso l’associazione Doppia Difesa. Ora proprio la paladina delle donne viene accusata di body shaming.

Botteri replica al servizio mandato in onda con molta dignità e un filo di amarezza con le seguenti parole:

“Mi piacerebbe che l’intera vicenda, prescindendo completamente da me, potesse essere un momento di discussione vera, permettimi, anche aggressiva, sul rapporto con l’immagine che le giornaliste , quelle televisive soprattutto, hanno o dovrebbero avere secondo non si sa bene chi…
Qui a Pechino sono sintonizzata sulla Bbc, considerata una delle migliori e più affidabili televisioni del mondo.
Le sue giornaliste sono giovani e vecchie, bianche, marroni, gialle e nere. Belle e brutte, magre o ciccione. Con le rughe, culi, nasi orecchie grossi.
Ce n’è una che fa le previsioni senza una parte del braccio.
E nessuno fiata, nessuno dice niente, a casa ascoltano semplicemente quello che dicono.
Perchè è l’unica cosa che conta, importa, e ci si aspetta da una giornalista.

A me piacerebbe che noi tutte spingessimo verso un obiettivo , minimo, come questo.
Per scardinare modelli stupidi, anacronistici, che non hanno più ragione di esistere.
Non vorrei che un intervento sulla mia vicenda finisse per dare credibilità e serietà ad attacchi stupidi e inconsistenti che non la meritano.
Invece sarei felice se fosse una scusa per discutere e far discutere su cose importanti per noi, e soprattutto per le generazioni future di donne.”

Nonostante Striscia la notizia sia noto a tutti per la sua esuberanza e per la sua non sempre apprezzata ironia è da osservare che la critica della giornalista tocca da vicino tutti noi, donne in particolare. Perché la televisione italiana è da anni impostata a una visione maschilista che impone una presenza impeccabile della donna. Non si tratta solo di una insistenza sulla cura della persona improntata a un’immagine professionale e decorosa, i modelli proposti vanno oltre i criteri della normalità. Non per nulla su tutti i canali abbondano programmi che ospitano donne bellissime che pur di avvicinarsi a quel criterio non esitano a ricorrere alla chirurgia pur essendo già di base belle donne.

Non si spiegherebbe, senza tutta questa insistenza sull’aspetto femminile, il successo degli ultimi anni dei tanti centri di bellezza e chirurgia plastica che si arricchiscono grazie a criteri imposti dai nostri media. Inoltre è da osservare che se tanta severità viene applicata all’aspetto femminile, non con altrettanta meticolosità viene richiesta una altrettanto bella presenza maschile. Se il mio paragone vi sembra esagerato, vi invito a notare come tra le figure presenti nell’ambiente televisivo che non abbiano un ruolo di immagine/modello in percentuale troverete molti più uomini brutti che donne brutte. Una conduzione di un uomo brutto ma brillante viene dopotutto accettata e approvata positivamente, invece non si può dire altrettanto di una donna.

Questo avviene perché i media in modo subdolo e velato ci passano continuamente il messaggio che solo una donna bella e ben curata è destinata ad essere ascoltata e di successo. Viceversa una donna brutta può magari giocare la carta dell’autoironia, ma al momento non riesco a trovare così tante donne che pur non avendo una grande avvenenza possano competere in termini di spazio e visibilità a personalità belle e onnipresenti come per esempio mi viene in mente Barbara d’Urso, Belen Rodriguez, Michelle Hunziker oppure Federica Panicucci.

La libertà di genere dovrebbe significare che una donna può andare in televisione e ovunque senza doversi preoccupare di essere giudicata male se non risponde a determinati requisiti estetici. Del resto se accendiamo la televisione per ascoltare la notizia è poco importante che la giornalista sia bellissima, con un sorriso stupendo da pubblicità del dentifricio e che sia curata in modo impeccabile; quello che dovrebbe importarci è la sua preparazione, la sua competenza e la sua capacità di parlare.

Vogliamoci bene, ogni tanto, noi donne.

FONTI:

Repubblica