Scarcerazione dei Boss, ora in arrivo il decreto

Antefatto

Tra i suoi effetti collaterali il decreto Cura Italia ha reso possibile la scarcerazione di diversi boss, grazie all’articolo numero 123 che prevede la detenzione domiciliare per chi ha meno di 18 mesi di pena da scontare. Il decreto è nato per fronteggiare la difficile situazione delle carceri italiane che risultano spesso sovraffollate.

Che cosa è successo

Lo scandalo è emerso nei giorni scorsi: in un articolo di l’Espresso si rivelava che i boss detenuti per mafia al carcere 41 bis potevano tornare in libertà per anzianità oppure in presenza di patologie. Per questo motivo sono state messe ai domiciliari persone come il capomafia palermitano Francesco Bonura, uno dei padrini più influenti di Cosa nostra, e Giuseppe Sansone. Dopo la diffusione della notizia si sono levate forti proteste provenienti sia da Matteo Salvini che da FdI.

Il decreto legge previsto entro stasera

I giudici coinvolti riferiscono di aver seguito la Costituzione e applicato la legge, dicono anche di sentirsi ingiustamente accusati per la scarcerazione dei condannati al 41 bis. Entro stasera è prevista al Consiglio dei Ministri l’uscita del decreto legge, voluta dal ministro della giustizia Alfonso Bonafede, per restringere la concessione dei permessi ai mafiosi. Il ministro pensa in questo modo di porre fine alle polemiche e alle scarcerazioni che in questi giorni hanno interessato molti boss già condannati per mafia.

Dalla bozza si evince che saranno introdotto un iter più restrittivo e tortuoso. Per la concessione dei domiciliari ai detenuti responsabili di reati di mafia e terrorismo sarà necessario sia il consenso del procuratore della Repubblica sia del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo. La scarcerazione prevista per fronteggiare l’emergenza inoltre non potrà essere concessa prima di 24 ore dalla richiesta. Bonafede assicura che il provvedimento non rappresenta una sfiducia nei confronti dei giudici di sorveglianza, ma bensì costituisce una garanzia che il giudice abbia piena consapevolezza della pericolosità del detenuto.

Conclusioni

Il dibattito politico sulla vicenda ha creato confusione e molta apprensione. Del resto la scarcerazione di soggetti condannati per mafia è un atto lesivo non solo dell’immagine della nazione ma è un’affronto anche a tutte quelle persone che quotidianamente lottano contro questo cancro che corrode l’Italia. Risulta inoltre un oltraggio per le tante vite che sono cadute per combattere questa lunghissima battaglia e rappresenta a livello simbolico una sconfitta a livello morale. Sono due tematiche del diritto che si sfidano: da un lato il diritto alla vita e alla salute di cui per diritto devono godere anche i cittadini che si sono macchiati dei reati più atroci, dall’altro il bisogno della comunità di ricevere giustizia e sentirsi protetta. Confidiamo nel fatto che stasera venga risolta questa impasse.


Lo scontro politico


FONTI:

GIORNALE DI SICILIA

IL TEMPO

SECOLODITALIA

TGCOM24

ILGIORNALE

IL GIORNALE2