La mancanza di oggettività dell’informazione manda in tilt il nostro paese

La notizia che quotidianamente viene riportata dalla stampa ufficiale molto spesso non rispetta l’oggettività e l’obiettività nell’analisi delle fonti, di conseguenza l’informazione italiana viene manipolata a piacimento. Sono parecchi i casi in cui la notizia in Italia viene adeguata e plasmata a seconda della testata giornalistica coinvolta. Questo è evidente vedendo come passando da un giornale all’altro lo stesso fatto viene commentato in maniera differente. Sembra che lo spirito italiano non possa fare a meno di assistere ad una perenne partita a calcio, dove di fronte a qualsiasi episodio o disputa, si sente il bisogno di assegnare la coppa ad un vincitore.

Ora bisogna precisare che la libertà di pensiero è un diritto sacrosanto e va salvaguardata, ma un fatto è l’analisi dei fatti oggettivi e un’altra la libertà di espressione dei propri pensieri e punti di vista. E questa è una grande falla del nostro sistema informativo, giacché le due modalità di testo, quella oggettiva e quella interpretativa, vengono mescolate tra loro senza alcuna distinzione. Un lettore non esperto legge l’articolo e molto spesso non fa questa distinzione. Invece sarebbe auspicabile che tutta la stampa si adeguasse a riportare i fatti così come avvengono, o almeno ricostruendoli in una maniera che non esiterei a definire tecnico-scientifica, e poi, solo in seguito, formulare o tentare di ricostruire un proprio giudizio. Questa seconda fase di lavoro deve essere riportata e costruita sulla base dei fatti prima riportati e deve essere segnata espressamente come “opinione”.

L’attuale impostazione giornalistica crea confusione e concorrenza tra le varie testate, gli esempi sono tantissimi e noti a tutti. Uno dei più recenti episodi che mette in evidenza la debolezza del nostro sistema informativo è la disputa che si è creata sui risultati che Conte è riuscito a raggiungere dopo la riunione al Consiglio Europeo. L’azione è stata acclamata come una grandissima vittoria dai giornali di indirizzo pantastellato, invece è stata fortemente contestata e criticata dai giornali di estrema destra. Un efficiente sistema giornalistico non si sarebbe concentrato sulla designazione di un vincitore, affermando le ragioni di un partito sull’altro, un giornale serio avrebbe in primo luogo portato alla luce i documenti effettivamente firmati invece di ingenerare tanta confusione. La mancanza di una vera e approfondita analisi porta i cittadini a schierarsi da una parte o dall’altra solo in base alla simpatia o all’emozione, perché mancano tutti i dati oggettivi che ci farebbero trarre qualche conclusione personale.

Ne consegue che i nostri giornali non sono scritti a livello informativo, ma a fine persuasivo. Questo è un evidente danno, perché i cittadini tendono a pensare e a immedesimarsi con quello che viene scritto sulla carta; questo continuo rimescolarsi di informazione con opinione rende di fatto difficile un dialogo e un dissenso con lo scrittore.

Citando un altro esempio (tra i numerosissimi che potremmo ricordare) è il continuo scarico di responsabilità tra regione Lombardia e governo, nella gestione dell’emergenza. Fontana e la sua squadra accusano di non essere stati sufficientemente seguiti, viceversa il governo rimprovera il presidente della Lombardia di mala gestione e di continui errori. Il problema è che i giornali non dovrebbero capire di chi è la colpa se prima non hanno chiarito quali sono le norme: gli articoli molto spesso non ricordano i regolamenti o le consuetudini esistenti e di conseguenza i cittadini si fidano di quello che viene scritto dal giornalista. Molto spesso vengono riportate solo le dichiarazioni dei politici, ma di analisi approfondite c’è spesso carenza.

Un opinione, anche se espressa da un personaggio rilevante, non è la legge, e l’analisi dei fatti non può avvenire senza documenti che riportino e verifichino le affermazioni effettivamente dichiarate.