Il conflitto Usa-Iran non si interrompe con il Covid-19

A gennaio 2020 sembrava imminente uno scontro mondiale tra Usa e Iran. Dopo l’uccisione del venerato comandante iraniano Qassem Soleimani con un drone, seguì nella notte tra il 7 e l’8 gennaio una rivendicazione da Teheran sulle basi Usa in Iraq attraverso il lancio di 22 missili balistici. L’attacco si era concluso con pochi danni alle basi americane.

Nonostante la debole rappresaglia il presidente Donald Trump si diceva pronto alla pace mentre imponeva le nuove sanzioni contro l’Iran, intanto dall’altra parte del mondo a Teheran l’autorità suprema Ali Khamenei rivendicava orgogliosamente gli attacchi e minacciava di far pagare duramente all’America i soprusi subiti. Tuttavia già il 9 gennaio si cercava una via d’uscita dal conflitto, dacché gli Stati Uniti non volevano lo scontro e l’Iran non è abbastanza forte per poter affrontare il nemico.

L’Iran ha una importante funzione politico-militare in Medio Oriente, e la sua attività si contrappone però al blocco Usa, Arabia Saudita e Israele. L’influenza geopolitica dell’Iran è poi ulteriormente cresciuta dopo che ha aiutato a sconfiggere la presenza dell’Isis sul territorio iracheno-siriano anche proprio grazie all’aiuto del defunto generale Soleimani.

La grave crisi da allora non si è risolta ma è solo stata rimandata, perché l’attenzione e le energie mondiali si sono focalizzate sull’emergenza globale provocata dell’epidemia di Covid-19 nata in Cina.

Attualmente l’Iran rappresenta una delle nazioni maggiormente colpite dall’epidemia attestandosi all’ottavo posto nel mondo per numero di casi.

Tuttavia i venti di guerra non sono sopiti, le sanzioni imposte dagli Stati Uniti non sono state revocate e questo costituisce un problema per le autorità locali iraniane che si dicono in difficoltà nell’affrontate l’epidemia.

Nel frattempo sembra che le ostilità si stiano giocando nel Golfo Persico. Risale a ieri 23 aprile l’annuncio speculare di Donal Trump e del generale Hossein Salami: Trump ha minacciato di distruggere le navi iraniane stanziate nel Golfo in caso di attacco, viceversa il generale Hossein ha prontamente replicato che le navi Usa saranno eliminate se il nemico tentasse qualche ostilità. Il generale insiste poi sulla volontà di difesa dei propri confini e precisa che non permetterà al nemico di invadere le sue acque e il suo territorio. Con queste ultime parole Hossein fa riferimento al lancio del primo satellite militare iraniano avvenuto mercoledì, la quale ha subito sollevato le proteste Usa.

FONTI:

Il sole24ore

Spondasud

Ansa