Benefici e malefici della quarantena

L’epidemia da COVID-19 ha imposto una lunga pausa di riflessione; quei diritti che prima ci sembravano irrinunciabili ora ci sono stati tolti. Così che se prima fare shopping, uscire a cena, spostarci per visitare amici e parenti era la quotidianità, ora tutte queste attività ci vengono negate. In Italia i nostri equilibri e il nostro stile di vita hanno cominciato a cambiare dal il 21 febbraio 2020, quando è stata annunciata la positività di un trentottenne di Codogno.

Da allora le nostre possibilità di circolazione sono state fortemente limitate e i mass media sono andati letteralmente in tilt: si sono diffuse notizie poi smentite clamorosamente nel giro di pochi giorni. La più chiacchierata e famosa di tutte queste gaffe è stata la celebre affermazione della dottoressa Gismondo che ha paragonato il COVID-19 a una semplice influenza: la sua dichiarazione dopo aver tranquillizzato molti italiani è stata ritrattata da altri studiosi e la dottoressa è stata diffidata.

Questo virus rappresenta un vero e proprio maleficio: tutte le attività non essenziali sono state sospese, i nostri spostamenti fortemente limitati, i nostri rapporti sociali quasi del tutto azzerati costringendoci a fare i conti con la cosa più difficile: noi stessi. Abituati alla frenesia del succedersi degli eventi non siamo soliti meditare, la nostra stessa società ci orienta verso l’azione, il costruire e l’ottenere. Questa pausa di riflessione ha stravolto il nostro stesso concetto di intendere la vita che prima era incentrato unicamente su noi stessi. Il virus ci ha costretto a guardare alle storie degli altri e a leggere e informarci molto più di quello che eravamo abituati a fare. Ma non solo, l’isolamento forzato e la quarantena hanno imposto di rivolgere verso se stessi uno sguardo impietoso: in una sorta di tempo presente sospeso è come se potessimo vederci interamente e capire come si è vissuto fino ad ora, le cose che si sono ottenute, i traguardi mancati le cose volute ma mai realizzate….. Questo sguardo ha messo in luce la nostra vita e crudelmente suggerisce una sola domanda: è felice la mia vita? Se la risposta è affermativa si potrà passare questo tempo godendosi le contentezze raggiunte, una risposta negativa può invece gettare nello sconforto la più ricca e fortunata delle persone. Perché quello che il COVID-19 ha messo in evidenza è che si, i soldi e i beni materiali fanno comodo e aiutano in molte occasioni, ma questi beni da soli non sostituiscono la presenza e l’affetto delle persone a cui teniamo. Viene da dire che questa quarantena costituisce un po la summa del famoso detto “chi semina vento raccoglie tempesta” e anche “chi semina virtù, fama raccoglie”.

In fin dei conti questo misterioso virus può essere tutto sommato anche un beneficio per le nostre vite. Ora abbiamo molto tempo libero a nostra disposizione, come non avremmo mai immaginato fino a poco tempo fa. Questo tempo ci permette di dedicarci alle nostre passioni e di riscoprire il piacere dei nostri interessi. Il fenomeno è evidente anche sui social network dove sono comparse molte foto e video di persone che si cimentano nella realizzazione di prelibati piatti in cucina, di disegni, di progetti creativi e pratici ecc. Le condivisioni mostrano a tutti i nostri interessi a cui prima ci dedicavamo meno per mancanza di tempo. Questo periodo forzato di quarantena permette anche di riprendere passioni interrotte, magari dimenticate nel cassetto polveroso della propria scrivania, oppure di prendere in mano quel libro che da tanto tempo si desiderava leggere. Ma la cosa più importante è che questo periodo ha permesso di riscoprire gli affetti: mamme frettolose e super impegnate a giostrarsi tra casa e lavoro possono finalmente godersi un periodo a casa con gli amati figli, che prima riuscivano a vedere poco; persone stressate dal troppo lavoro hanno potuto finalmente prendersi una pausa e anziani dimenticati hanno potuto tornare ad essere coccolati in famiglia. Oltre a ciò assistiamo a un progressivo scioglimento dei nostri personali egoismi: le disgrazie e le storie degli altri ci avvicinano a pensare a una sorte comune e le persone si uniscono anche se virtualmente nella difesa dei malati, degli svantaggiati e sfortunati. Molte sono state le donazioni agli ospedali e i gesti di solidarietà per le persone sfortunate. Questa catena di solidarietà dovrebbe essere il motore futuro sulla quale ripensare tutta la nostra società.

Quello che più preoccupa di questa situazione è che non tutti possono godersi questo periodo di sospensione: molte persone già faticano ad arrivare a fine mese e i sostegni messi in campo dal governo non risultano al momento in grado di soddisfare tutti. Le difficoltà rendono evidenti le enormi disparità economiche esistenti e le enormi differenziazioni sociali presenti nel tessuto del paese. Per questo motivo la quarantena deve essere intesa come un ripensamento di tutta la nostra società. Una cultura basata sulla scorrettezza, sulla fretta dei risultati, sul consumismo e sulla competizione risulta essere una società stressante che danneggia l’ambiente oltre che le persone. Questo periodo può veramente essere l’occasione per la riscoperta di un intimismo individuale e collettivo nel rispetto di sé stessi e degli altri: un periodo che da modo all’uomo di trovare un suo posto in armonia con l’ambiente che lo circonda. Solo rivalutando i nostri stili di vita, limitando gli spostamenti e i consumi al necessario senza sprechi, si potrà pensare di vivere in un futuro equilibrato. Il nostro pianeta ha bisogno di questo passo importantissimo, non deludiamolo.

Fonti:

Il sole 24 ore

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