L’invito di Conte a una collaborazione con l’opposizione

Il 21 aprile si sono svolte le informative di Conte alla camera e al senato. Con questi interventi il presidente ha presentato un aggiornamento sulle iniziative che a livello europeo sono in programma per fronteggiare l’emergenza.

Conte ha reso noto che il governo ha elaborato dal punto di vista sanitario una strategia per far fronte all’emergenza covid-19 articolata in 5 punti:

  1. mantenimento delle misure di distanziamento sociale e promozione dell’utilizzo diffuso dei dispositivi di protezione individuale
  2. rafforzamento delle reti sanitarie del territorio con attenzione particolare alle case di riposo
  3. aumento in tutto il territorio di strutture covid-hospital
  4. uso corretto dei test
  5. rafforzamento della strategia di mappatura dei contagi sospetti che può essere resa più veloce attraverso una applicazione disponibile su smartphone che sarà offerta su base volontaria e non obbligatoria.

Inoltre ha dichiarato che le misure di contenimento adottate sono state efficaci ma è consapevole che ora ci aspetta una fase molto complessa perché bisogna allentare le restrizioni sulle attività produttive e commerciali per preservare l’integrità del tessuto produttivo. A questo proposito annuncia che si stanno programmando anche le riaperture che avverranno in maniera omogenea sul piano nazionale, ma tutto ciò dovrà avvenire con la massima prudenza. Ciò è necessario perché questa emergenza grava sulle spalle principalmente delle fasce più deboli con il rischio di lacerare un tessuto sociale già fortemente provato.

Proprio a questo punto Conte ci prova e cerca di gettare un amo e un segno di tregua all’opposizione confermando la disponibilità sua e del governo a dialogare con essa. Questo gesto non è casuale e arriva dopo che durante la diretta del’l 11 aprile aveva duramente attaccato Matteo Salvini e Giorgia Meloni accusandoli di diffondere notizie false. Questo segno di “armistizio” non gli viene risparmiato e in aula scoppia una violenta contestazione che viene a fatica domata. Quando finalmente viene ripristinato il silenzio Conte continua precisando che “il contributo di una opposizione responsabile e consapevole della gravità dell’ora troverà sempre apertura e considerazione”.

Dopo questo tentativo di aggancio continua il discorso precisando che questo problema non può essere affrontato con politiche nazionali dato che l’epidemia richiede una risposta univoca tra le nazioni che sono chiamate a mettere in campo un’ azione coordinata e solidale. Ricorda anche la crisi del 2008 che non fu affrontata in modo organizzato e solidale provocando uno shock comune: fu talmente gestito male che causò un secondo shock nel 2010-2011 provocando in Europa una recessione ancora più lunga.

Conte si sofferma infine sull’eurogruppo che il 9 aprile ha preparato una risposta economica che predispone degli strumenti che tuttavia non gli sembrano adeguati: per questo motivo l’Italia ha invitato l’Europa a trovarne di nuovi. Si tratta di una trattativa complessa che però è necessario portare avanti, all’inizio c’era solo l’Italia, ora si sono aggiunti alla richiesta altri 8 stati membri.

In conclusione possiamo affermare che il messaggio più importante che il presidente del Consiglio ha lanciato è caduto nel vuoto. La sua era una concreta richiesta all’opposizione di collaborare di fronte all’emergenza. Tuttavia risulta evidente che i contrasti tra i partiti italiani sono così radicati e profondi che nemmeno l’attuale situazione di emergenza riesce a farli collaborare a un unico progetto di difesa del benessere comune.

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Il fatto quotidiano